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mercoledì 3 novembre 2010

La sua natura nuclearizzata


Care contaminate e cari contaminati,
riporto dalla documentazione tecnica di un sistema informativo sviluppato da una nota azienda multinazionale di CONSULTING.TECHNOLOGY.OUTSOURCING questa mirabile descrizione:

"L’applcazione batch, data la sua natura nuclearizzata, è facilmente estendibile e scalabile perché tutti paramentri esterni all’applicazione sono censiti in un file di configurazione in formato XML."



Il vicecomandante del
1474° Reggimento di Difesa NBC

venerdì 10 settembre 2010

una change request

"Bisognerebbe pidieffarli tutti" (sottointeso i documenti, ndr).

martedì 15 settembre 2009

Non tutte le strade portano a

l’ambiente xaxs non e’ raggiungibile. Da una mail.

lunedì 14 settembre 2009

Problemi relazionali

"Le due san non si parlarno" - uno molto tecnologico qua vicino.

giovedì 18 ottobre 2007

Difectosità

Nella maggior parte dei tuls di gestione dei processi di quoliti asciurans le anomalie o i malfunzionamenti del software sono denominati "defect". A seconda delle aziende si diffondono mode diverse rispetto alla pronuncia di questa parola. Si sente "dèfect", "defèct", "difect" e "difèct". Chiariamo subito, si deve pronunciare [ˈdiːfekt].

A volte alcuni parlano di "difetto". Seppur questa traduzione non possa essere considerata propriamente un falso amico (molti dizionari, infatti, riportano questa traduzione), nel contesto dell'information technology suona male. E' preferibile "anomalia" o al limite lasciare "defect".

Invece, è sicuramente un falso amico l'espressione "fissare un defect" derivante da "to a fix a defect". "To fix" significa "aggiustare", "correggere" e non certo "fissare"! Ancora più divertente la traduzione dello stato "fixed" in "fissato". E dove? Al muro?

Un altro curioso modo dire, anche se meno diffuso, è "c'è un defect alzato" per dire "c'è un defect aperto" (nel senso "nello stato aperto") o più in generale "un defect non ancora risolto"). Forse l'espressione è una diretta conseguenza della cattiva abitudine ad "alzare bandierine"!

martedì 8 maggio 2007

La Ferrari con il motore di una Cinquecento

Nelle riunioni, nelle conferens call, nei brainstorming, specie quando la platea è eterogenea, si ricorre spesso, per descrivere un aspetto tecnico - tecnicalitis direbbe qualcuno - intricato, difficile o semplicemente non chiaro, ad analogie e metafore. A volte è utile per far capire il concetto anche ai non esperti del settore o per tener alta l'attenzione degli ascoltatori. Spesso, invece, si nasconde una semplice ignoranza della materia. Altre volte ancora queste analogie diventano irritanti, quando la stessa espressione diventa un tormentone utilizzato in qualsiasi contesto.

E' il caso della ormai mitica "Ferrari con il motore di una Cinquecento"

Nella subcultura tecnologica solitamente questa espressione indica un'applicazione molto evoluta che "gira" su un hardware dalle prestazioni scadenti (ma a volte l'espressione è utilizzata al contario! l'hardware è molto buono ma non viene sfruttato dall'applicazione).

In politica a proposito del Partito Democratico su un sito radicale leggo di
Una pozione miracolosa per potersi “ripresentare” seppellendo i vecchi scheletri (Ds-Dl) ed acquisendo una nuova identità politica. Una Ferrari con il motore di una cinquecento. Un soggetto politico che non sa leggere il tempo presente, come drammaticamente sta facendo anche vedere il governo Prodi e tutta quella parte di establishment italiano, è tristemente destinato al fallimento.


In economia possiamo avere la migliore tecnologia sul mercato, la migliore situazione finanziaria, la migliore politica di marketing ma se le persone cui è affidato il funzionamento del tutto non agiscono con entusiasmo e soddisfazione, avremo una Ferrari con il motore di una Cinquecento. Con questo voglio dire che l’anima di un’organizzazione aziendale è il personale dal quale dipende buona parte del vantaggio competitivo e dal quale nascono idee innovative che si alimentano come in un circolo vizioso.

Parlando delle caratteristiche tecniche del Motorola Bluetooth Headset HS810
L’estetica è certo un fattore importante, ma cosa mai ce ne faremo di una Ferrari con il motore di una cinquecento?! Per questo motivo è altrettanto importante guardare attentamente le caratteristiche tecniche e poi analizzare le prestazioni.

In sostanza possedere un tv color hd ora è come avere una ferrari con il motore di una cinquecento, a meno che non debba essere utlizzato solo ed esclusivamente per determinate connessioni.

Il Body builder dice che "A me personalmente non piace essere grosso senza essere forte. E' come comprare una ferrari con il motore di una cinquecento: esteticamente bellissima ma quando ..."


Non sembrerebbe ma qui si sta discutendo di musica
Insomma, per usare una metafora vecchia, è come avere una ferrari con il motore di una 500!!! La vedi una volta e dici Ferrari, la seconda comincia a dirti un po' meno...alla fine resterà una 500 anche se più piacevole alla vista. Mi sembra paradossale l'idea che avere per strada una moltitudine di 500 tarocche possa aiutare ad aumentare la qualità generale delle automobili. Perchè in media resteranno nella sostanza 500...
Scusatemi la metafora...

E ancora a proposito di turismo ho sentito che Sestri ha delle ottime potenzialita', ma e` come se fosse una Ferrari con il motore di una Cinquecento..

Ma il meglio l'ho trovato in un documento di indagine sulla provincia di Roma. Una delle domande poste al pubblico è Se lei dovesse paragonare la sua Amministrazione ad un’automobile, a quale automobile la paragonerebbe e perché?
...In particolare due posizioni organizzative vedono la Provincia di Roma come una Ferrari con il motore di una Cinquecento, perché: “ l’Amministrazione ha un grosso potenziale ma non sfruttato”, “perché l’essere e l’apparire sono due cose differenti”, o di una Ferrari usata per andare a fare la spesa, ”le potenzialità vengono sottoimpiegate”.


Aggiornamento. Una variante sul tema. La discussione si svloge nel contesto di una prova delle prestazioni di una certa applicazione dalla quale risulta che il sistema sia sottoutilizzato. Ed il vendor sbotta "ma come!? Non ho capito! prendiamo una Ferrari e poi andiamo a fare la spesa?"


martedì 30 gennaio 2007

Informatica e idraulica

Alcune espressioni specifiche della terminologia idraulica sono utilizzate spesso in informatica specie in quei programmi il cui compito principale è quello di trasferire informazioni da un sistema all'altro: interfacce più o meno batch, più o meno realtime.

Da un documento di specifiche tecniche...
"Tale insieme di informazioni verranno memorizzate da ETL su una tabella temporanea e successivamente infasati sulla tabelle operativa “CELLE” dell’archivio di XYZ.
[Il Sistema ABC] opererà lo scarico delle informazione su base giornaliera ed effettuerà
le conversioni dei campi MCC, MNC, LAC e CELLID da NUMBER a CHAR."

Ad una prima lettura "infasare" potrebbe significare "scrivere sulla tabella" e quindi memorizzare nella tabella. Ma il verbo non esiste: forse che il termine "infasati" sia un refuso e l'autore intendesse "invasati"? da invasare, idraulica, riempire d’acqua un bacino, un serbatoio e simili e quindi per traslazione invasare dati in una tabella.
Probabilmente nel tentativo di non sembrare troppo rozzo l'autore scrive "operare uno scarico" anzichè il più semplice "scaricare" con l'effetto di aggravare la situazione: la catenella dello scarico dov'è?

"Questo middleware è un bocchettone a cui puoi attaccarci quello che vuoi"
"le performance? basta allargare il bocchettone..." (segue gesto con le mani)

In un articolo sulle moderne telecomunicazioni, invece è usato in modo leggermente diverso: "Ma, soprattutto, agli abbonati si offra una rete unica, con un solo bocchettone in casa, che si possa diramare ai diversi apparati"

Il termine bocchettone è mutuato dall'idraulica dove indica un'imboccatura di tubi e serbatoi fornita di valvola e chiusura ermetica. Nel primo caso, in cui l'argomento è il software, rappresenta un'interfaccia tra un software ed un altro, mentre nella frase presa dall'articolo rappresenta un dispositivo di collegamento con una rete fisica.

mercoledì 17 gennaio 2007

TCP/IP, IVR, C++

I tre termini sono acronimi di sostantivi inglesi che significano rispettivamente:

  • TCP/IP: uno dei principali protocolli della Suite di protocolli Internet, quello su cui poggiano gran parte delle applicazioni Internet;
  • IVR: un sistema capace di recitare informazioni ad un chiamante interagendo tramite tastiera telefonica;
  • C++: un linguaggio di programmazione.
Quante volte, in una contaminatio fonetica degna della migliore subcultura, li abbiamo sentiti nominare:
Ti si pi, i pi
I vu ar
Ci plas plas

Il suono oramai pare quasi familiare, ma in questa configurazione il subculturato cade in una serie di incoerenze fonetiche inframmezzando pronuncia italiana con fonemi inglesi.

"Ho programmato per due anni in ci plas plas, non sarà difficile imparare java" racconta il giovane programmatore.
"Il protocollo ti si pi i pi è il protocollo di rete per eccellenza" dice con fare tracotante il sistemista di rete.
"E' impattato anche i vu ar" afferma con chiarezza il nostro architetto applicativo.

venerdì 12 gennaio 2007

Sottomettere o la sottomissione

"Vi prego di compilare e sottomettere in bozza la vostra personale valutazione entro e non oltre..."
Sempre più la sottomissione di documenti o moduli o note spese entra a far parte della nostra vita professionale. Gli sfortunati utilizzatori del termine non ri rendono conto di incorrere nell'utilizzo di un noto false friend della subcultura.

Il termine proviene da To submit=inviare

Analizziamo il significato di sottomettere in Italiano:

  1. mettere sotto: s. i buoi al giogo | far accoppiare la femmina di un animale col maschio
  2. ridurre in proprio dominio, assoggettare con la forza o militarmente: gli Spagnoli sottomisero gli Incas
  3. tenere o porre una persona sotto la propria influenza con mezzi coercitivi o psicologici o esercitando un forte fascino: s. a se', ai propri capricci
  4. costringere a sottostare, sottoporre: s. a dure prove
  5. mettere in secondo piano, posporre

Quindi ricordate a cosa potreste andare incontro sottomettendo una nota spese...

martedì 2 gennaio 2007

il postino

Da quando si sono diffusi i forum in rete e soprattutto i blog, il verbo "postare", inviare un post (che potrebbe essere sostituito a seconda dei casi con articolo, intervento, commento o "pezzo"), si è diffuso rapidamente tra gli internauti e non solo.
Fin quando il termine rimane in una conversazione colloquiale, va beh è accettabile, ma quando è utilizzata in una comunicazione più o meno seria e ufficiale stona un po'. Questo il messaggio che compare sulla piattaforma typepad prima di inviare un commento.

"Prima di inviare il tuo commento, inserisci i numeri e le lettere che vedi nell'immagine sottostante.
Queste verifiche vengono usati per impedire che programmi automatizzati postino dei commenti."

lunedì 18 dicembre 2006

la carrozzeria

"Se avete una macchina ben carrozzata potete..."

In questo caso il nostro intendeva un computer con un buon hardware, ovvero un buon processore, che più che paragonarlo alla carrozzeria lo paragonerei al motore di un'automobile. Ma va bene così.

giovedì 14 dicembre 2006

L'installazione silente

"ti installa (sottointeso il software, ndr) senza promptarti nessuna finestra".

Il trainer di un corso di noto tool di BiAi (business intelligence).

mercoledì 6 dicembre 2006

progresso digitale

Sembra che la difficoltà maggiore degli utenti di computer sia l'uso delle dita.

Non molto tempo fa si leggevano facilmente articoli del tipo:
"Basta premere un tasto con un dito per ottenere i dati che cercate."

Ora succede di meglio:
"Si cercano nuove soluzioni tecnologiche per rendere agevole la scrivania dell'ufficio. Monitor piatti, mouse e tastiere "cordless". E per entrare in Internet basta sfiorare un tasto."
(dal Corriere della Sera)

Ma in futuro ci sarà risparmiata ancora più fatica:
"Le interfacce basate sul linguaggio parlato permetteranno presto agli utenti di computer di reperire dati e inviare comandi senza muovere un dito." (Le Scienze)

venerdì 24 novembre 2006

la dimensione semantica

Dalla presentazione di un convegno.

Nell'era del web, la dimensione semantica dell'Information Technology è quella in cui i sistemi informatici interpretano le rappresentazioni di ciò che esiste nel mondo fisico e sociale.
...

La dimensione semantica dell'Information Technology non è solamente un tema tecnologico: la produzione di senso spetta all'uomo e dunque il trasferimento di senso nella macchina richiede una continua attenzione alla comunicazione umana.

In che misura, a che condizioni è possibile fare questo automaticamente? A che punto è l’Italia nella ricerca sulla dimensione semantica dell’IT? Riuscirà il Sistema Paese a mettere a frutto l'ottimo posizionamento della ricerca pubblica in un settore di così alto valore innovativo?

martedì 21 novembre 2006

Workaround, ovvero come schivare i paletti

Pillole di subcultura estratte da una riunione.

- "Come possiamo andare avanti schivando i paletti?"
- "Abbiamo fatto questo Barbatrucco per risolvere il problema"
- "No, questo non è un workaround, è un modo per andare avanti"

venerdì 10 novembre 2006

Accanimento

In ufficio ho sentito dire "lanciamo questo guscio". Per darsi un tono, invece di dire shell.