giovedì 30 novembre 2006

sul tappeto

Breve incursione nel "teatrino" della politica.

"Se non ci si nutre di valori condivisi, come possiamo governare i problemi che ci sono sul tappeto?" la Ministra Livia Turco a Ballarò, nella puntata di martedì 28 novembre.

martedì 28 novembre 2006

strade più ampie

da una conversazione al telefono...

"bisogna individuare altre persone, bisogna prepare una strada più ampia... in ottica di un'architettura full SOA"

lunedì 27 novembre 2006

si poteva fare meglio

obiettivo.

migliorare il servizio reso al business attraverso la messa in opera di indicatori end-to-end e il loro continuo miglioramento.

venerdì 24 novembre 2006

la dimensione semantica

Dalla presentazione di un convegno.

Nell'era del web, la dimensione semantica dell'Information Technology è quella in cui i sistemi informatici interpretano le rappresentazioni di ciò che esiste nel mondo fisico e sociale.
...

La dimensione semantica dell'Information Technology non è solamente un tema tecnologico: la produzione di senso spetta all'uomo e dunque il trasferimento di senso nella macchina richiede una continua attenzione alla comunicazione umana.

In che misura, a che condizioni è possibile fare questo automaticamente? A che punto è l’Italia nella ricerca sulla dimensione semantica dell’IT? Riuscirà il Sistema Paese a mettere a frutto l'ottimo posizionamento della ricerca pubblica in un settore di così alto valore innovativo?

mercoledì 22 novembre 2006

Lavinia Elkann, già Donna Lavinia Borromeo Arese Taverna.


Che cosa vuol dire stage?
«Imparavo… guardavo… cercavo di fare… essendo una persona curiosa cercavo di immagazzinare più cose possibile».

...

Ha amici poveri?
«Poveri poveri no».
E come mai non ha amici poveri?
«Dipende da che cosa si intende per povertà. Parliamo di persone che debbono lavorare per mantenersi?».

...

Dal punto di vista araldico come dovrei chiamarla? Contessa?
«No, donna. Donna Lavinia».



Fonte melba.it .
Grazie al Lettore Peppino Giuseppe per la segnalazione.

martedì 21 novembre 2006

Workaround, ovvero come schivare i paletti

Pillole di subcultura estratte da una riunione.

- "Come possiamo andare avanti schivando i paletti?"
- "Abbiamo fatto questo Barbatrucco per risolvere il problema"
- "No, questo non è un workaround, è un modo per andare avanti"

venerdì 17 novembre 2006

Tutti Commessi

Tratto da una comunicazione aziendale.

Nell'ultimo trimestre del 2006, la nostra sfida è quella di costruire un quarter che dia la chiara conferma dell'inversione del trend. Ci sono tutte le condizioni per un ottimo trimestre per il signing, le trattative ci sono, alcune anche di dimensioni importanti.
Difficilmente riusciremo ad avere un Q4 in crescita di revenue, anche se dobbiamo provarci ed essere tutti commessi al raggiungimento di questo obiettivo: con il signing che sappiamo di poter realizzare, dovremmo creare definitivamente le condizioni per iniziare a crescere dai prossimi mesi.


Tralasciamo i termini di subcultura "signing", "revenue", "quarter", "Q4" e mettiamo in evidenza il "tutti commessi": un clamoroso "falso amico" - false friend - che deriva dall'inglese "to be committed" ovvero "essere impegnato a". A volte ho sentito anche "essere committati".

martedì 14 novembre 2006

workstation di Informatica individuale

La workstation di informatica individuale, ovvero il computer portatile.
Da una e-mail aziendale...

"I vostri collaboratori possiedono più di una workstation di Informatica individuale?"
"E' stato recentemente attivato un programma chiamato "Workstation Reduction" che si pone l'obiettivo di pulire gli inventari di Informatica Individuale"

venerdì 10 novembre 2006

Accanimento

In ufficio ho sentito dire "lanciamo questo guscio". Per darsi un tono, invece di dire shell.

mercoledì 8 novembre 2006

BB e il motorino


«La dolce creatura» di nonna Marta ha compiuto ventun anni il 18 agosto e, per quanto giovane, non le difettano certo la sicurezza di sé e la determinazione. Dopo l'ammissione alla facoltà di Scienze giuridiche della Bocconi, l’ultima delle sue «vittorie» è stata la chiamata di Santoro ad Annozero in veste di... bah dite voi, germoglio di un sogno che lei coltiva da anni: diventare giornalista politica. Altro che vita comoda e divertimento sfrenato. BB è orgogliosa di aver frequentato il liceo classico pubblico, di avere amici che fanno fatica a sbarcare il lunario, di sfilare in passerella per mantenersi e di girare con un motorino scassato. Giura di conoscere il valore dei soldi: «A casa mia i soldi hanno sempre avuto il peso giusto. Mia mamma mi ha insegnato a rispettarli».

mercoledì 31 marzo 2004

Classificazione della subcultura

I termini della subcultura, oltre ad essere classificati in base all'area semantica di appartenenza, sono classificati secondo la tipologia di devianza.

Abuso: uso eccessivo o cattivo; per estensione, violenza sulla lingua.
Accanimento: ostinazione, tenacia nell'uso di termini desueti invece che i più comuni termini tecnici di altra lingua (ad esempio servente al posto di server); perserverenza nella traduzione in italiano al limite dello snobismo (ad es. dire archivio invece che file)
Classico: termine gergale ormai divenuto classico per l'uso diffuso.
Contaminatio: termine mutuato da un altro campo linguistico.
False friend: falso amico. In linguistica si dicono falsi amici tutti quei lemmi o frasi di una certa lingua (L1) che pur presentando una notevole rassomiglianza morfologica (omografia) e/o fonetica (omofonia) con altre espressioni di un'altra lingua (L2), ne differiscono sostanzialmente per il significato, e traggono perciò in inganno il parlante della lingua L2.
Frasi inutili: frasi d'esordio, modi di dire, frasi fatte per iniziare un discorso, una discussione o per raccordare due periodi.
Indefinito: appunto.
Semplificatio: semplificazione ai minimi termini, abbreviazioni o acronimi (ad esempio asap).
Slang: termine gergale usato al posto di un termine della lingua comune in certi ambienti o gruppi sociali.
Strafalcione: orrore grammaticale.
Transgender: cambio di genere.

Manifesto del gruppo di subcultura

1. Riappropriarsi ed utilizzare correttamente i termini italiani.

2. Riaffermare la dignità del vocabolario italiano che ha la stessa valenza, potere semantico e carica espressiva dei termini gergali della subcultura.

3. Porre più attenzione all'utilizzo quotidiano del vocabolario (proprio ed altrui).

4. Raccogliere in maniera ordinata i termini di subcultura ed organizzarli in un archivio per futura memoria (e gaudio).

5. Recupero, attraverso un utilizzo corretto della lingua, di un livello decente di logica espressiva e, come ulteriore risultato, della logica del pensiero.